Il “CAPTCHA”, questo sconosciuto, ovvero:

La normale prassi elucubrativa seguente il test QI che concorre al conseguimento del diploma per il …

RIUSCITO COMMENTO SUL QOL COL … CAPTCHA

Un giorno qualsiasi di uno splendente maggio, l’artista Manfredo trova l’opportunità di trasmettere il suo sapere e la propria filosofia al mondo attraverso un velocissimo canale mediatico, denominato web, più specificatamente blog, ma, ancor più esaurientemente: Quotidiano on-line.

Scrive affannosamente ed entusiasticamente il “suo” articolo, lo spedisce al Direttore del Quotidiano e in pochi  giorni Manfredo non è più un perfetto sconosciuto. Eccolo il suo articolo, in bella mostra, riveduto, corretto e rifinito dallo staff,  confezionato in veste ultimativa per apparire elegantemente su web nella prima pagina del Quotidiano, che sfila in bella mostra insieme ad altri “Grandi”. Quell’immagine è veramente azzeccata, è attinente ed enfatizza il contenuto. Complimenti al Direttore.  Poco tempo dopo a valle del suo articolo compare un commento, poi un altro, un altro ancora. Manfredo esulta. Perché no? Continua a scrivere. Stavolta invia per posta il link del suo capolavoro ai suoi amici e alle sue amiche. Manfredo fa il suo figurone e altri commenti plaudono la sua opera. Tutto procede a gonfie vele, la vena artistica oramai prolifera in espressioni speculative dell’intelletto che riempiono pagine e pagine di questo meraviglioso portale informativo che fa il giro del mondo con la sua firma: Manfredo.

Ma un bel giorno qualcosa cambia: dove sono finiti i commenti? Spariti. Manfredo scopre una nota a latere in prima pagina del Quotidiano: “Per evitare di essere sommersi da commenti spam, abbiamo introdotto i ‘famigerati’ captcha. Siamo i primi a non sopportarli, ma di necessità…..virtù”.

Chiaro, pensa Manfredo, non solo gli esseri umani commentano, ma anche quegli esseri virtuali che sembrano vivere di vita propria e riescono a pubblicizzare il viagra nelle pagine sacre di un newsgroup religioso, dopo aver invano bombardato tutte le caselle di posta del mondo: adesso antispam super-intelligenti riescono a filtrarli, ma per le pagine web non è così semplice. Poco male, pensa Manfredo, le istruzioni sono chiare e il captcha è facilissimo, in questo magnifico Quotidiano: nessuno scervellamento per decodificare simboli strani deformati, coricati, sgranati e sovrapposti che “dovrebbero” ravvisare sequenze astruse di lettere e numeri,  talmente inintelligibili  che regolarmente azzecchi solo dopo il decimo tentativo. Ma il “mio” quotidiano è differente, come la mia banca, pensa Manfredo, è tutto più facile. Ma perché nessuno scrive? Semplice: perché nessuno legge. La prima pagina è talmente accattivante con quel banner che sventola notizie fresche, che quel grillo parlante affogato nell’imperante colonna statica di destra viene snobbato e ignorato.

Manfredo non si perde d’animo: afferra la tastiera e fa il giro dei suoi ammiratori e ammiratrici, soprattutto ammiratrici, quelle che più l’inondano di complimenti, ma da troppo tempo latitanti dai commenti, e decide di inoculare loro il vaccino dell’anti-captcha.

Così Manfredo intraprende un duetto postale con una delle sue ammiratrici più fedeli e la indirizza sulla retta via del … commento col captcha.

Manfredo: Grazie per i complimenti, però quello che scrivi a me sarebbe carino lo pubblicassi sul QOL News, così da condividerlo con altri  e dare un feedback al Direttore
Ammiratrice: QOL News? cos’è? e che vuol dire feedback?
Manfredo: QOL = Il Quotidino On Line; News = Novità, in tale contesto vuol dire notizie. Feedback = riscontro
Ammiratrice: E’ giusto, ma perché? si può? e come si fa?
Manfredo:  Vai in fondo all’articolo e trovi dei riquadri dove scrivere la tua email e il testo del commento
Ammiratrice: Riquadri? dove?
Manfredo: Apri l’articolo allo stesso modo con cui l’hai aperto quando l’hai letto. Quando arrivi in fondo vedrai le seguenti scritte:

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Poi seguiranno dei riquadri titolati dalla didascalia esplicativa che dovrai così riempire:


Nome:  Scrivi il tuo nome e cognome oppure il tuo nick
email:  la tua email (tranquilla, non verrà pubblicata, serve per inviarti eventuali comunicazioni inerenti il commento stesso)
Sito web: non mettere niente (pensiero ndr: imbranata come sei figuriamoci se puoi avere un sito web)
Commento:  ecco qui hai tutto lo spazio a disposizione per scrivere quello che ti pare, la tua opinione in merito all’articolo, oppure il tuo dissenso (ndr: ce devi solo che provà!)

Quando avrai finito di scrivere il tuo commento puoi confermare cliccando sul bottone “Commento all’articolo“, ma non prima di aver scritto il risultato dell’addizione in corrispondenza del campo          titolato dalla dizione “captcha*”; esempio se sotto il campo captcha* vedi =4+6 devi scrivere 10 Semplice, no? Tutto chiaro?

Ammiratrice: Non ho capito niente, comunque provo
Manfredo: (senza fiato, apnea totale ndr: “e che t’agge a dicere mo?…” )

Ma per fortuna un messaggio successivo salva Manfredo dall’imbarazzo:

Ammiratrice: ho scritto il commento, ho clikkato “Commento all’articolo” ma non me l’accetta: mi compare una scritta su una pagina bianca che dice “Error: Please input Captcha !” ecchevvordììì?
Manfredo (dopo aver chiuso gli occhi fumando dalle narici): il captcha l’hai inserito?
Ammiratrice: Macchedé  ‘sto c… de captcha? No ‘o vedo
Manfredo: Vai più in basso, é sotto il bottone “Commento all’articolo” dove hai appena clikkato
Ammiratrice:  Emmò ‘o vedo! e che ce devo da scrive?
Manfredo (dopo un lungo sospiro): Il risultato dell’addizione
Ammiratrice: Quale addizione?
Manfredo: L’addizione che trovi ancora più in basso
Ammiratrice: Ahhhhh, sì: vedo =3+2  ecchevvordì?
Manfredo: che nel campo devi scrivere 5, che sarebbe la somma di 3+2
Ammiratrice: Ma che stupidaggine a che serve? per misurare il mio QI?
Manfredo: (ndr: vorrebbe rispondere “non basterebbero i numeri negativi”, ma il bonton è d’obbligo) No, é un accorgimento di sicurezza, per limitare lo spam
Ammiratrice: Cos’é lo spam?
Manfredo: (ndr: ma perché cazz… agge  parlato d ‘o spam? emmò che c’agge a dicere a chista? Nnaggg…) Si tratta di messaggi invadenti  come quelli pubblicitari che ricevi per email e che cancelli sempre
Ammiratrice: ah! capito!
Manfredo: (ndr: emmeno male! Era ora! ma il sollievo dura poco finché l’ammiratrice non incalza con altre domande)
Ammiratrice: ma se sto scrivendo io … mica sono uno spam? e poi vuoi che uno spam non sappia quanto fa 3+2?
Manfredo: (ndr: moccoli in napoletano attrversano la mente: ‘nnagge ‘illa cantara chill’é muort’ ‘o voi scrive ‘stu cazz’e captcha e accussì ‘a finisch de cacà ‘o cazz…) Non ti preoccupare. Scrivi quel risultato così t’accetterà il commento
Ammiratrice:  Però, potevano mettere prima il captcha, poi il commento, così é un casino, bisogna andare su e giù se uno non lo sa clikka clikka e nun se riesce a scrive ‘na mazza!
Manfredo: Ci sei riuscita?
Ammiratrice: Sììììììììììììììììììììììì é andata! visto come sono brava? Ecché nun ce volevi crede?
Manfredo: Brava! adesso lo sai. Tutto Ok. Sei proooooprio bravissima! 🙂 (ndr: bonton!)

Finalmente Manfredo conclude la sua missione “Commento con captcha”, ma dopo la divertente storiella di pura invenzione (il bonton è sempre d’obbligo), è opportuno fare un po’ di chiarezza. Con l’arrivo del web 2.0, ovverosia quel rivoluzionario protocollo d’interfaccia web che consente all’umano navigatore di interagire con il sito web, le misure di protezione, a tutela dei contenuti raccolti aumentano a dismisura, non tanto per la difesa da virus, quanto per la difesa da spam, a cura di utenti … finti. Dei veri e propri “bot” informatici senz’anima s’intrufolano nei social network, nei blog, nei newsgroups per diffondere pubblicità più o meno occulta.

Il bot (abbreviazione di robot) in terminologia informatica in generale è un programma software che accede alla rete attraverso lo stesso tipo di canali utilizzati dagli utenti umani (per esempio che accede alle pagine Web, invia messaggi in una chat, si muove nei videogiochi, e così via). Programmi di questo tipo sono diffusi in relazione a molti diversi servizi in rete, con scopi vari, ma in genere legati all’automazione di compiti che sarebbero troppo gravosi o complessi per gli utenti umani.

Nei paesi anglosassoni, con “Bot” s’intende un programma autonomo che nelle reti sociali fa credere all’utente di comunicare con un’altra persona umana. Questi bot migliorano di anno in anno ed è sempre più difficile distinguere un bot da una persona umana.

Motivo di questi attacchi? Tanti e nessuno. Alcuni (pochi) lo fanno per puro hobby, altri per introdurre popup pubblicitarie che si sovrappongono alle immagini presenti sulle pagine del sito, altri ancora per ottenere il controllo del sito/blog, specialmente quando ha un’alta visibilità, per poi sostituirsi agli amministratori e pubblicare i loro contenuti. Dei veri e propri “paguri”.

Con l’acronimo inglese CAPTCHA si intende un test fatto di una o più domande e risposte per determinare se l’utente, che interagisce con il web, sia un umano (e non un computer o, più precisamente, un bot). L’acronimo deriva dall’inglese Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart” (ovverosia Test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani).

Scrivere un commento agli articoli non è un dovere, ma un piacere, un riscontro di partecipazione fra lettore e scrittore, è pure divertente ed è anche facile: come fare un’addizione!

Vincent

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