Dall’Illuminismo agli Illuminati: ecco come lavorano per esercitare il controllo delle masse

Sigillo degli Illuminati, stampato nei dollari statunitensi

Scrisse Immanuel Kant, nel 1784: « Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d’intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell’Illuminismo.»

L’Illuminismo fu un movimento culturale e filosofico sviluppatosi approssimativamente nel secolo XVIII in Europa. Il termine illuminismo è passato a significare genericamente ogni forma di pensiero che voglia “illuminare” la mente degli uomini, ottenebrata dall’ignoranza e dalla superstizione, servendosi della critica della ragione e dell’apporto della scienza. “Illuminati”, dunque, sono coloro che, superando questo “torpore oscurantista”, frutto di condizionamenti dettati da potere e religione di un’epoca non troppo remota, intravedono la luce della verità all’insegna nella scienza e nell’intelletto.

Ma cosa accade a coloro che cercano informazioni in rete, d’incontrare articoli, resoconti o documentazioni sugli “Illuminati”? Donde provengono? Cos’è questo cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale”? O ancora: fino a che punto questi “illuminati versione 2.0” compenetrano la nostra realtà, la nostra storia? E a che scopo? Infine, come faranno a condizionare le nostre menti fino ad acquisirne il controllo subliminale, spiare i nostri movimenti e le nostre azioni?

Analizzando superficialmente i messaggi che ci provengono dalla realtà esterna, si può già intravedere l’accenno di una risposta a tali quesiti. Un segnale chiaro e sibillino – che poi rappresenterebbe il Sigillo degli illuminati – è “stampato” proprio nelle monete statunitensi da 1 dollaro; sopra il vertice della piramide compare la scritta «Annuit Cœptis», di «tredici» caratteri. Il numero tredici è ricorrente nella banconota: l’altro simbolo, ad esempio l’aquila, tiene nel becco un nastro con la scritta latina «E Pluribus Unum» composta da «tredici» caratteri, che significa «Da Molti Uno» e sopra la testa dell’aquila, tredici punti uniti nel disegno di una stella a sei punti rappresentano che «la provvidenza ha favorito il nostro impegno», «la divinità ha acconsentito» o anche «approva le cose iniziate».

Sotto la base della piramide la scritta contiene un evidente errore ortografico affinché la “divisa” «Novus Ordo Seclorum» risulti composta da 17 lettere invece che da 18. La scritta corretta dovrebbe recitare più o meno così: «Novus Ordo Seculorum». Perché allora inserire volutamente ad arte un errore? Cosa significherà mai il numero «diciassette»? Esso equivale alla «privazione della perfezione celeste altrimenti rappresentata dal numero 18».

E’ un dato di fatto, per cominciare, che i mezzi di comunicazione più comuni – televisione, cinema, quotidiani, libri e riviste – diventino giorno dopo giorno più scadenti, uniformando e appiattendo le informazioni (soprattutto TV e giornali) trasmettendo una realtà sempre più squallida e sovvertendo, in maniera non casuale come vedremo in seguito, la scala di valori che ogni individuo equilibrato, con un po’ di cultura, buon senso e rispetto per la vita, avrebbe come saldo punto di riferimento nella propria esistenza.

Per dirla in parole povere, risulta difficile da accettare che un matrimonio tra vip possa diventare notizia di apertura di un serio TG che abbia la pretesa di informare la gente. E ancora resta difficile accettare che tale TG si riduca a 20 minuti con pubblicità per poi lasciare spazio al calcio e alla tanto attesa e sospirata ricetta di cucina cui, pare, gli italiani non sappiano rinunciare.

Per non parlare dei reality che tanto hanno preso piede nel nostro paese ma che – a detta di Maurizio Costanzo – sono ancora più diffusi all’estero. Che dire poi dei programmi dove la gente si rinnova grazie alla chirurgia plastica, rendendola una pratica talmente normale che, come riportato poco tempo fa su tutti i quotidiani, persino le teenagers inglesi, a Natale o per il compleanno, chiedono ai loro genitori di rifarsi il seno? Oppure, ancora, pensiamo ai pianti e alle disgrazie in TV in si vedono solo comuni cittadini che mettono in piazza i loro problemi familiari, abituandoci sempre più all’idea che ci possa essere qualcuno (o qualche milione di telespettatori) che ci osservi e conosca anche i nostri fatti più intimi.

Solo per quanto detto, un normale osservatore constaterebbe che qualcosa non funziona nel sistema. Come non funziona il fatto che, nonostante l’avanzare della tecnologia, l’uomo si riduca a lavorare sempre di più, guadagnare sempre di meno, dedicare sempre meno tempo ai rapporti umani diventando quasi incapace di gestirli, diventando sempre più stressato, insofferente e, inesorabilmente frustrato.

Qualcosa non quadra. Ma questo “qualcosa” non è limitato alla nostra realtà cittadina, né nazionale: si tratta di qualcosa che esula dalle nostre conoscenze perché “vive” dietro le quinte, dietro a ciò che viviamo. Qualcuno la chiamerebbe “dietrologia”.
Lo stesso Manifesto piduista di Licio Gelli (il famoso Piano di Rinascita Democratica) è disgiunto dalle radici più ampie del malfunzionamento del sistema, anche se rende bene l’idea del controllo sui media che già egli aveva, a suo tempo,sottolineato come prioritario.

Infatti, per datare tale progetto, è necessario retrocedere ulteriormente nel tempo fino al lontano 1760 quando un’organizzazione fondata da Adam Weisshaupt, ebreo di nascita convertito al cattolicesimo e futuro sacerdote cattolico, chiamata successivamente “Illuminati di Baviera” aveva già nel suo DNA il controllo mentale e quello dei mezzi di comunicazione. In testa a tale organizzazione capeggiata da Weisshaupt, professore di legge canonica presso l’Università di Engelstock, c’era un rinnovato casato, una famiglia ben nota anche ai nostri giorni, ovvero quella dei Rothschild, i quali avrebbero, grazie al loro potere economico, finanziato qualunque iniziativa e qualunque guerra da quel momento oltre che indotto il nostro professore a recuperare e a modernizzare gli antichi protocolli del Sionismo (vedi la lettera che il Ministro degli Esteri britannico Lord Arthur James Balfours inviò il 2 novembre 1917 a Lord Lionel Walter Rothschild, capo della Federazione Sionista).

Tanto per cominciare gli Illuminati promossero e finanziarono la Rivoluzione Francese utilizzando svariati nomi e forme di aggregazione.
Seguendo la loro precisa e condivisa filosofia di azione, era necessario:

1) Portare le nazioni all’eliminazione di ogni forma di governo e di religione già esistente

2) Armare e sostenere entrambe le fazioni opposte in un conflitto con lo scopo di indebolire gradualmente suddette nazioni per facilitare il crollo di ogni struttura esistente e rendere i paesi più controllabili allo scopo di creare un unico governo mondiale (una parte della famiglia Rothschild finanziò Napoleone mentre l’altra sostenne la Gran Bretagna, la Germania e altri stati durante le guerre napoleoniche).

Immediatamente dopo le guerre napoleoniche, gli Illuminati si resero conto che le Nazioni erano così provate e impoverite dalle guerre che avrebbero accettato qualunque compromesso per migliorare la loro posizione, così i Rothschild ne approfittarono per organizzare il Congresso di Vienna tentando, con l’occasione, di creare una prima Lega delle Nazioni. Ma lo Zar di Russia, resosi conto del progetto di controllo che risultava dalla proposta, rifiutò di farne parte. Il capostipite della famiglia Rothschild, Nathan Mayer, promise che un giorno uno dei suoi discendenti avrebbe vendicato tale ingiuria distruggendo lo zar, e così accade nella congiura del 1917 (la famosa rivoluzione d’ottobre che portò all’assassinio dei Romanov la notte tra il 16 e il 17 luglio 1918).

Subito dopo la Prima Guerra Mondiale, negli Stati Uniti, essi crearono un organo chiamato “Council on Foreign Relations” (Consiglio per le Relazioni Internazionali) conosciuto con la sigla CFR che è anche oggi costituito prevalentemente da membri e successori degli Illuminati i quali, per la maggior parte possiedono nomi stranieri, non americani, ma che per l’occasione venivano e vengono tutt’ora modificati con sonorità più consone alla lingua anglosassone (ad esempio uno degli ex Segretari al Ministero del Tesoro Statunitense, tale Douglas Dillon, si chiamava, in realtà, Laposky).

Un organo similare fu fondato contemporaneamente in Gran Bretagna, sotto il nome di “British Institute of International Affairs” l’attuale “Royal Institute of Interntional Affairs” in sigla, RIIA.
Il CFR e il RIIA ebbero a loro volta il compito di formare successive, svariate, organizzazioni di facciata da infiltrare in ogni aspetto della vita socio-politico-economica dei Paesi. Ma a loro volta, le operazioni e le organizzazioni stesse venivano finanziate e controllate direttamente dall’ Unione Internazionale dei Banchieri, la quale dipendeva, ovviamente, dai Rothschild. Nacquero così enti e organizzazioni sussidiarie come “L’Associazione per la Politica Estera ” (FPA), il “Consiglio per gli Affari Mondiali” (WAC), il “Comitato Consultivo per il Commercio” (BAC), il noto “ADA” ovvero “L’Azione Democratica Americana” e il “13- 13 in Chicago, alle quali venivano assegnati obiettivi specifici.

Ma lo scopo primario del CFR era il totale controllo dei mezzi di comunicazione di massa. Il controllo della stampa venne affidato ai Rockefeller. Henry Luce venne finanziato per far nascere una numerosa serie di riviste nazionali, tra cui “Life”, “Time” e “Fortune” e molti altri. I Rockefeller sostennero anche i Fratelli Coles con il loro “Look Magazine” e con le loro altre catene di quotidiani nazionali. Eugene Myer, uno dei fondatori del CFR, acquistò il “Washington Post”, il “Newsweek”, il “Weekly Magazine” e molte altre pubblicazioni.

Il mondo del cinema hollywoodiano venne occupato dalla famiglia Lehmans, Kuhn, Loeb e altre, ultima ma non meno importante dalla Goldman Sachs (la più potente banca privata d’affari al mondo) e da varie unioni internazionali di banchieri, le stesse che controllano le radio e le TV di stato.
In merito agli altri aspetti della vita di una Nazione a cui accennavo, gli Illuminati si occuparono di selezionare gli uomini più intelligenti in ogni campo, come quello delle arti, della letteratura, dell’educazione, della scienza, della finanza e dell’industria. Il piano di operazione già scritto e diffuso dallo stesso Weisshaupt tra gli adepti, era il seguente:

E’ lecito l’uso del potere monetario e della corruzione sessuale per ottenere il controllo degli uomini che già hanno raggiunto le alte sfere di potere a vari livelli dei governi o in altri campi. Una volta che le persone influenti sono cadute nell’inganno, nelle bugie e nelle tentazioni create dagli Illuminati esse devono essere tenute strettamente legate alla Loggia attraverso lettere minatorie, minacce di rovina finanziaria, di diffamazione pubblica e di danno fisico, persino grazie alla paura della morte stessa dell’individuo e dei suoi famigliari.”

Inutile dire che la mossa successiva era infiltrarsi addirittura nelle università più rinomate per selezionare gli “eletti” fin dalla tenera età.
I giovani più dotati e di buona estrazione famigliare venivano scelti dagli Illuminati i quali si facevano carico delle spese legate alla loro istruzione e al loro sostentamento fino all’età matura per l’inserimento nella Cerchia. Essi venivano istruiti ed educati con lo scopo di diventare agenti in grado di proporsi ai vari governi delle nazioni come specialisti ed esperti consiglieri nei vari settori della politica e dell’economia. Il fine ultimo era (ed è) avere propri uomini all’interno di ogni realtà nazionale per perseguire il piano di un unico Governo Globale.
Lo stesso Principe Filippo, marito della Regina Elisabetta, venne educato a Gordonstown (come anche il Principe Carlo) grazie all’insistenza di Lord Luis Mounbatten, suo zio, un parente dei Rothschild, e divenne un Ammiraglio della Flotta Navale Britannica dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Un altro dei punti cardine della filosofia degli Illuminati è la diffusione del razzismo e delle così chiamate ideologie, al fine di dividere (“dividi et impera”, dividi e controlla!) sempre più larghe masse di popoli in fazioni opposte, armarli e lasciarli combattere gli uni contro gli atri. Ma soprattutto far crollare le istituzioni politiche e religiose esistenti! A questo lavorò il Professor Karl Ritter dell’Università di Francoforte e, dopo la sua morte, tale incarico fu portato avanti e completato dal filosofo tedesco Freidrich Wilhelm Nietzche che fondò il Nietzcheanesimo: questa corrente filosofica, imperniata sulla teoria del “superuomo”, divenne anche successivo fondamento del Fascismo e del Nazismo che sfociarono nella Prima e Seconda Guerra Mondiale e nello sterminio, che ben consociamo da parte di Adolf Hitler (egli stesso finanziato da famiglie come Krupp, Warburgs e Rothschild).

E’ particolarmente interessante il modo in cui le teorie sviluppate e indotte in campo politico-economico vadano poi a influenzare in maniera massiccia anche gli altri aspetti della realtà di un Paese: è chiaro, per chi ha già un’infarinatura, che pure la nascita e lo sviluppo della “scienza” psichiatrica possedeva gli stessi fondamenti sopra menzionati. Tanto è vero che la psichiatria stessa è stata un indispensabile strumento di selezione “genetica” (vedi Eugenetica), altresì detto razzismo.

Dalla psichiatria alle armi psicotroniche: Illuminati 3.0.

Scrive nel suo libro e racconta Adam Kadmon (nome d’arte di un personaggio che non vuole rivelare la propria identità, peraltro conduttore attuale della trasmissione “Mistero”): “Secondo un’interessante “teoria del complotto”, esisterebbe un gruppo d’illuminati che avrebbe sviluppato negli anni ’40, grazie agli studi effettuati dai nazisti, proseguiti negli anni ’60 dal KGB russo, continuati negli anni ’80 dagli Stati Uniti, dei dispositivi, il cui costo attuale è di appena 80.000 euro, capaci di sparare proiettili a microonde e onde elettromagnetiche ELF e VLF capaci di interagire con i neuro-trasmettitori del nostro cervello mediante sistemi tecnologici d’uso comune (telefonini, social network, etc.). Queste onde sono sintonizzate sulla frequenza di funzionamento del cervello umano. Quest’ultimo si confonderebbe scambiando quelle onde per quelle naturalmente prodotte da esso. Tarando opportunamente queste radiazioni elettromagnetiche, sarebbe possibile non solo sedare l’aggressività di intere masse di persone, per esempio rivoltosi, ma modificare la percezione della realtà cosicché abbiano delle allucinazioni. Queste onde vengono irradiate su vaste zone in aree metropolitane affinché le persone non riescano ad organizzarsi fra loro per ribellarsi alle gravissime ingiustizie che starebbero subendo da certi governi ormai, a quanto pare, completamente sotto il controllo degli illuminati”.

Così conclude il suo pensiero il misterioso giornalista-scrittore durante la sua trasmissione: “Se quanto vi sto dicendo, un domani, si scoprisse essere realtà e non una teoria, sappiate che c’è un modo pacifico per neutralizzare quelle onde. Caso mai vi dovesse interessare, ve ne parlerò la prossima volta”, lasciando l’ascoltatore incuriosito in attesa della prossima puntata o inducendolo a comprare il suo libro: ecco un’invitante forma esplicita di condizionamento, cui si può reagire semplicemente cambiando canale e ignorando il messaggio. Tuttavia la ricetta è sempre una: la presa di coscienza. Le onde elettromagnetiche subliminali possono agire solo a livello sub-cosciente.

Ma non solo le onde riescono a condizionare la capacità decisionale umana: sappiamo benissimo che i veicoli pubblicitari convenzionali (e non) inducono ad effettuare acquisti inutili o ad eccedere in acquisti utili. La tecnologia estrema ne è un chiaro esempio e attacca le “forme di vita” più deboli: i soggetti passivi in generale, ragazzi e bambini. Tramite un cellulare è possibile localizzare una persona con sufficiente precisione. Una mappatura dei suoi spostamenti e delle sue capacità finanziarie può essere tracciata mediante i prelievi bancomat e carte di credito. E ancora: le decine di tessere regalate dai supermercati per attingere a sconti e promozioni imperdibili … ivi sono registrati i nostri dati più che sensibili, vengono elaborate le nostre abitudini alimentari, vestiarie e quant’altro. E non ultima la navigazione in internet, i siti visitati, i nostri posts nei social networks … è tutto tracciato. Come avrebbe ragion d’essere il sostentamento di un “big-data network” come il californiano Facebook, che annovera oltre 80.000 server in rete sparsi in tutto il mondo, con costi ben oltre 10 volte gli introiti pubblicitari? Una ragione c’è e traspare evidente.

Ancor più inquietante la realtà tecno-cibernetica che si affaccia all’orizzonte: il chip sottopelle. Ci invoglieranno con mille esche: la comodità degli acquisti “automatici” (semplicemente avvicinandoci a sensori opportunamente piazzati in banche, sportelli, centri commerciali, etc.) senza dipendere dalle innumerevoli tessere magnetiche che infestano i nostri portafogli, o scatolette mal funzionanti per oltrepassare i caselli autostradali, ma, soprattutto … la sicurezza. Nostra figlia col suo chip sottopelle sarà sempre al sicuro, sapremo sempre dov’è, cosa fa, potrà uscire anche di notte e avventurarsi in quartieri oscuri. Nessuno la rapirà né la rapinerà: è seguita dal suo cyber-angelo-custode e un GPS saprà sempre e in tempo reale la sua posizione. Anche i battiti cardiaci potranno essere monitorati “in remoto” e un sms ci avviserà sul telefonino (che non avrà una scheda: è collegato via etere al nostro chip!) che il nostro stato di salute è precario. Avremo le migliori cure in tempo reale perché sicuramente l’adesione al servizio “chip-chip” ci darà accesso a strutture preposte, sconti ineguagliabili e cure puntuali: il chip avrà trasmesso tante di quelle informazioni che la diagnosi è pronta all’arrivo in ospedale. Quando il fenomeno sarà diffuso e globale, grazie ai consensi globali operati, nessuno, ma proprio nessuno potrà “staccarsi” il chip: scatteranno le autorità che per il nostro “bene” ce lo faranno re-impiantare tosto e magari con un firmware più aggiornato.

Gli illuminati avranno così un controllo pressoché totale delle nostre personalità: migliaia di “demoni” software monitoreranno ogni passo, ogni respiro, per statisticare le nostre abitudini, i nostri vizi. Non avremo momenti d’intimità che non siano tracciati: dopo la terza notte consecutiva a vuoto, la pillola speciale per l’eiaculazione precoce sarà recapitata direttamente a casa a un prezzo speciale previo bonus di cinque pillole a titolo gratuito di prova. Non è la pubblicità dell’”Uomo che non deve chiedere mai”, bensì : “L’uomo che non avrà nulla da chiedere” perché i suoi desideri, le sue esigenze, le sue debolezze sono già al’attenzione di un sistema illuminato. Tutto ciò non è il preambolo di una nuova favola fantascientifica, ma una realtà già in essere: il chip sottopelle è già stato impiantato in numerosi soggetti “volontari” con grande successo.

In conclusione, riepilogando, tutti i lati del poliedro sono uniti l’uno all’altro. Tutti si compenetrano. La miglior arma di difesa in questa condizione é dipanare il bandolo della matassa e capire ciò che sta alla base degli accadimenti. Per fare questo è necessario aprire la nostra mente, lasciando non solo le certezze da parte, ma mettendole seriamente in discussione, come pure tutto quello che ci è stato ‘insegnato’ (o inculcato?) a scuola.
Il passo successivo è l’interpretazione della realtà, leggendone i segnali e i messaggi, affrontandola con un approccio sempre critico e cosciente.

Nel momento in cui non ci si accontenta più delle informazioni che il regime passa, nel momento in cui si mette in moto una propria ricerca personale e si analizzano gli accadimenti cercando di rispondere alla domanda ‘Cui Prodest’, e cioè, a chi giova? Vedremo che forse, determinate cose, che prima non vedevamo, verranno alla luce, “illuminate” da una verità solare e obiettiva.

Vincent