La toponomastica più originale al mondo: i “nizioleti” veneziani

Venezia è una città unica, inimitabile. Anche nella toponomastica. Cartelli stradali? Certamente, ma appesi sui muri. Si chiamano “nizioleti” in veneziano, ovvero lenzuolini, diminutivo del “niziol” con cui viene identificato il lenzuolo. Sono opere d’arte, realizzati a mano, con sfondo bianco e scritte nere (quasi sempre), con bordo rettangolare ancora nero. Riportano i nomi di strade o canali, di piazze o campielli, parrocchie o sestieri, ma offrono inoltre molte indicazioni direzionali con tanto di frecce.  Anche la numerazione topografica delle case segue lo stile dei “nizioleti”. Nel corso del XIX secolo, lo storico e scrittore Giuseppe Tassini effettuò un’accurata ricerca sui toponimi veneziani, poi confluiti nel testo Curiosità veneziane. Origini delle denominazioni stradali di Venezia.

Nel 2009 l’amministrazione comunale aveva avvertito la necessità di un riordino dei toponimi del centro storico che compaiono nei “nizioleti”, a tre anni di distanza il progetto è arrivato a compimento con l’approvazione, da parte della Giunta di Ca’ Farsetti, del nuovo “Stradario del Centro storico veneziano”, presentato dall’assessore comunale alla Toponomastica, Tiziana Agostini.

Sei le fonti scelte, dai due “Cattastici” del 1786 e 1802 agli “Elenchi dei numeri anagrafici” del 1841, dalle “Curiosità veneziane” di Giuseppe Tassini del 1887 all’ “Indicatore anagrafico e guida pratica di Venezia” del 1937, per arrivare all’ “Indicatore anagrafico di Venezia” del 1996. Sono state oltre 11.000 le foto scattate con l’ausilio di Pc tablet, che sono state georeferenziate alla cartografia comunale, per un totale di 3.532 toponimi analizzati.

Qualche esempio delle modifiche apportate? Ecco fatto: Calle degli Albanesi diventerà Calle “dei” Albanesi; Corte Gregolina, invece, Corte Gregolina “già dei Preti”; Calle de la Madona sarà corretto in Calle de la “Madonna”; Calle del l’Angelo in Calle “de l’Anzolo”. Tre i sestieri in cui è stata completata la georeferenziazione (Castello, San Marco, San Polo), le correzioni da apportare saranno attorno al 20%, quindi un “nizioleto” su 5, mentre per gli altri sestieri (Cannaregio, Santa Croce, Dorsoduro) il lavoro è ancora in fase di svolgimento.

L’ufficio stampa del comune di Venezia, in collaborazione con il servizio Videocomunicazione del Comune di Venezia, ha anche realizzato un video sul progetto di sistemazione dei toponimi che figurano nei tipici “nizioleti” veneziani, che propone anche un’intervista all’assessore comunale alla Toponomastica, Tiziana Agostini, che ha coordinato il progetto personalmente, in qualità di storica e di esperta in filologia veneta e veneziana.

Michele Contessa