“LETTERA 22″, TI AMO di Ettore Collini

La mitica Olivetti "Lettera 22"

In qualche modo è stata utilizzata da tutti, soprattutto da chi, come noi giornalisti, ne ha fatto una sorta di bandiera e un’amica molto, ma molto speciale. E una è da ricordare in particolare: Olivetti “Lettera 22″, la macchina per scrivere resa immortale dalla fotografia del grande Indro Montanelli, seduto su uno scalino, con sulle ginocchia la mitica “22″. Eppure la vita di questo che fu un realmente rivoluzionario sistema di scrittura è stata breve, anche sa ha segnato indelebilmente la storia. La macchina per scrivere è nata alla fine del XIX secolo e fino all’avvento del PC non ha avuto rivali: da meccanica si è evoluta in elettrica, da elettrica in elettronica e infine radicalmente, totalmente e assolutamente  sostituita dai PC . La macchina per scrivere (e facciamola questa precisazione una volta per tutte:  macchina  “per scrivere” e non “da scrivere”. Non c’è niente da scrivere sopra di lei!) è ormai relegata a far bella mostra di sé in qualche museo o, più spesso, su qualche scaffale polveroso. Però diciamocelo, a nessuno che l’abbia in casa verrebbe l’idea di gettarla via. La macchina per scrivere dei nonni, del papà o della mamma non si butterà mai, si tiene perché… perché il suo fascino è totale e assoluto, la macchina per scrivere è come Marylin Monroe: sempre incredibilmente splendida.

C’è però qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico (ci cospargiamo il capo di cenere per questa citazione e chiediamo scusa a Giovanni Pascoli) e la cosa ci intriga e in qualche modo commuove.

Chi non ha mai sentito il rumore ritmico dei tasti sotto la pressione delle dita e il ticchettio dei martelletti metallici che, battendo sul nastro di inchiostro, stampavano una per una le lettere sul foglio di carta si è perso un pezzo di storia . Oggi però, grazie all’intuizione di una comunità creativa con sede a Philadelphia, la macchina per scrivere può tornare a svolgere il suo lavoro e non soltanto per gli irriducibili nostalgici. E’ arrivata infatti la “USB Typewriter”, un’autentica macchina per scrivere modificata per essere utilizzata come tastiera di PC, MAC e Tablet. Tutti i tasti necessari sono disponibili, compresi Control, Alt e Backspace. L’invio? E che problema c’è,  si utilizza il tasto “a capo”.
Per ora il solo neo è forse il prezzo di queste tastiere “datate”, che  è di circa 700 dollari. Ma come sempre una possibilità per aggirare l’ostacolo è già stata trovata:  con  poco più di settanta dollari (una sessantina di Euro circa, ma non è detto visto il crollo del cambio Dollaro/Euro) è possibile acquistare il kit DIY in grado di fornire a qualsiasi macchina per scrivere le stesse funzioni.

Chissà come la prenderà la mia vecchia, adorata, solida amica “Lettera 22″.

Ettore Collini