Share e Pirlesque. 23 milioni di Italiani hanno salutato davanti a megaschermi o televisioni di ogni dimensione la conquista azzurra della finale di Euro 2012.
Dopo Inghilterra – Italia il rigore del “maestro” Andrea Pirlo è stato ribattezzato dai Francesi una Pirlesque (per una volta concordiamo con i cugini d’Oltralpe, la beffa è stata sonora) mentre tutta Europa e non solo vorrebbe averlo negli undici titolari e si avanza da più parti la sua candidatura a Pallone d’Oro.
Pane e Calcio. Stremati, incavolati neri, stanchi e sull’orlo di una crisi di nervi economica al pari delle protagoniste del famoso film di Almodovar, gli Italiani hanno trovato nel pallone – come sempre – il simbolo della rivalsa sui giganti economici che vorrebbero metterci in ginocchio. Non serve uno stimato psicologo per spiegare come, dalla notte dei tempi, l’unica unità nazionale conclamata, che unisce Nord, Sud e Centro più di una rivoluzione, passa attraverso undici (panchina esclusa) uomini in mutande che per 90 minuti – ma a volte anche 120 con strascico al cardiopalma grazie ai tiri dal dischetto – sono capaci di trascinare emotivamente il nostro Paese.
Respect. No al razzismo, rispetto in campo, fair play. Concetti triti e ritriti ma pur sempre attuali quando si tratta di calcio, appunto. E di fischi. Ma se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sull’”Italianità” di Mario Balotelli dovrebbe averlo fugato dopo i due goal dedicati alla mamma: siamo da sempre tacciati di essere il Paese più mammone del mondo…tant’è. A SuperMario il massimo rispetto. Per aver trovato se stesso ancora in età giovanissima, ma soprattutto per il sorriso dolce e il tono affettuoso con cui ha risposto alla domanda del ragazzino di Mirandola, ospite di una tendopoli post terremoto. Se sono i piccoli gesti a far grandi le persone, dietro la maschera da duro batte un cuore. E se ogni tanto farà lo sbruffone, ne ha ben donde. Talento e gioventù glielo consentono.
Prandelli. Signori si nasce. Ma anche intelligenti e diretti nel parlare. “Sono stato coraggioso a mettere Balotelli” diceva nella conferenza stampa post vittoria sugli Inglesi. Ci permettiamo di dire che, oltre al coraggio, ha avuto la lungimiranza di guardare oltre, fidandosi, “bacchettando”, motivando. Così ci ha regalato un Campione. Chapeau, Mister.
Merkel. Alla Cancelliera tedesca devono esser fischiate le orecchie a oltranza. “Gli/Le abbiamo fatto lo spread” è l’urlo di gioia incontenibile che ha superato i confini dei social per andare a finire direttamente in bocca al commentatore Rai Enrico Testa. Gli Italiani in Germania, intervistati, godranno per altri due anni (c’è un mondiale di mezzo) dell’imbattibilità calcistica e del rispetto che da essa ne deriva. Qualcuno più timoroso teme ripercussioni economiche all’affronto calcistico subito. Così fosse, allora l’Europa intera sarebbe stata trasportata dentro Storybrooke (C’era una Volta – Fox Life) grazie al sortilegio della Regina Cattiva di Biancaneve.
Ucraina, cani e bambini.Dalla Regina Cattiva al Mago Tremotino che ordisce trame incurante degli altri per brama di potere il passo è breve, e transita per l’Ucraina. Mica tutta, solo quella che immola i suoi figli nel nome di un’economia che traballa. Non so perché, ma ho come un déja vu… Fossimo coerenti, avremmo dovuto boicottarlo semplicemente imponendo un cambio di sede lasciando fuori un Paese che non rispetta le vite dei più deboli, nemmeno quelle dei suoi figli. Riporta Il Fatto Quotidiano: Le Ong denunciano: “Soldi per i bimbi malati di cancro dirottati su Euro 2012″: Il governo ucraino ha ridotto per decreto di quasi 35 milioni di euro i fondi destinati all’ospedale pediatrico Oxkhmatdyt di Kiev, che ora deve accontentarsi delle briciole. Con lo stesso provvedimento, 34 milioni sono andati al torneo di calcio, che è costato all’esecutivo quasi 21 miliardi di grivne. E’ un Europeo macchiato di sangue, quello in corso. In nome della “pulizia” un numero imprecisato di creature a quattro zampe (in rispetto delle loro vite sacrificate al dio pallone sarebbe ingiusto chiamarli solamente “cani”) è stato crudelmente eliminato. Si deve risollevare dalla crisi, l’Ucraina. Non si solleverà mai dal nostro sdegno. Un plauso a chi ha continuato a lottare per queste vite innocenti e un moto di biasimo a chi, come me, non ha resistito al richiamo del pallone. Vi chiedo pubblicamente scusa.
Scommesse, hacker e scaramanzia. Gira su Youtube un video molto casalingo ma altrettanto significativo per cui avremmo già perso per 3-4 contro la Spagna. Nel senso che è già stato tutto deciso. Dopo averlo visto ed essermi trovata davanti all’1-2 di Germania – Italia, con quel rigore che sapeva tanto di regalo, mi è venuto un brivido. Non vi metto il link per scaramanzia. E perché non voglio credere che lo sport, qualsiasi sport, ma soprattutto questo nostro calcio più parlato che giocato, possa essere ridotto così male.
Lo sport è vita, spirito di sacrificio, senso della lealtà, rigore morale… sono un’inguaribile idealista, lo ammetto, ma voglio continuare a sperare.
Giù le mani dallo sport, dagli animali e dai bambini.
Lasciatemi l’illusione di vivere ancora in un mondo fatto di esseri UMANI.
Cristina Colombera


VETRINA
