“Ray of Life” è il primo esperimento tangibile proposto in Italia con il quale la multinazionale francese Dassault Systèmes, “The 3DEXPERIENCE Company”, ha dimostrato che è possibile coinvolgere il consumatore in esperienze fisiche e digitali, trasformando il punto vendita in un ambiente virtuale senza limiti fisici. Questa iniziativa ha aperto una nuova stagione nel mondo della moda, che coinvolge tutti gli attori di questo mercato, dallo stilista al consumatore. Sviluppando le giuste sinergie tra le tecnologie virtuali più avanzate e le competenze e il know-how dell’industria della moda, è possibile realizzare ambienti nei quali gli spettatori diventano co-protagonisti di esperienze e sogni, inaugurando un nuovo rinascimento per questo settore tanto importante per l’Italia.
Dassault Systèmes, azienda leader a livello mondiale nel software di progettazione 3D e nelle soluzioni di 3D Digital Mockup e Product Lifecycle Management (PLM), ha impegnato il team FashionLab, laboratorio tecnologico e centro di progettazione sperimentale della multinazionale francese per l’industria della moda, nell’esperienza immersiva “Ray of Life”, realizzata in collaborazione con Jonathan Riss direttore artistico della nota maison JAY AHR di Parigi, accolta con grande successo di pubblico a Firenze, dal 15 al 23 giugno, durante le giornate dedicate alla moda maschile con Firenze4ever e Pitti Uomo.
Ma quale è il senso strategico di questa sperimentazione per una società leader riconosciuta di soluzioni PLM che recentemente ha annunciato l’ampliamento della sua missione attraverso l’impiego pervasivo della sua 3DEXPERIENCE Platform?
L’applicazione pervasiva della tecnologia al marketing si è già affermata e si consoliderà sempre più in futuro come colonna portante delle strategie di vendita con le quali si punta a sedurre un consumatore sempre più smaliziato e pronto a muoversi con la massima naturalezza tra il reale e il virtuale. L’ azienda studia i comportamenti di consumo e sperimenta nuove soluzioni tecnologiche per i punti vendita. La tecnologia deve essere impalpabile ma onnipresente: il 3D è perfetto in questo senso.
Il punto vendita è solo l’ultimo step (in senso logistico, certamente non in senso concettuale) di un processo tecnologico sofisticato in grado di governare tutti i processi di creazione e sviluppo delle collezioni: a partire dal monitoraggio delle tendenze e delle preferenze del mercato, in un contesto di raccolta e gestione delle informazioni dinamico, ispiratore di nuovi concetti di prodotto, fino ad arrivare alla gestione online di punti vendita sia fisici sia virtuali.
“Mediante l’applicazione di un approccio virtuale siamo in grado di influire sul processo creativo, persino di determinarlo, permettendo agli artisti di sviluppare le proprie creazioni utilizzando un software altamente evoluto prima di implementarle nella realtà,” chiarisce Jérôme Bergeret, Direttore di FashionLab. “La nostra missione è introdurre la tecnologia 3D sin dalle prime fasi stilistiche per offrire a designer e consumatori esperienze totalmente nuove unitamente a strumenti innovativi di collaborazione e comunicazione che rispondono alle esigenze del mercato fashion, sia dell’abbigliamento sia degli accessori”.


VETRINA
