OVUNQUE
Nella brezza estiva che spalanca le finestre
ed insigne insinua il suo etereo corteggiare
nella luce riflessa in ogni sbiadito colore
come polvere adagiata nello sbadiglio di un istante
nel tempo senza più tempo da ricordare
dove ogni sguardo si traduce in un momento
nella rugiada quando precede il mattino
e senza timore dallo stesso viene cancellata
nella virtuale espansione di un concetto profondo
dove la coscienza impara ad essere universale
in ogni gesto che appare per come si rivede
negli atti di chiunque volontariamente traspare
nella pioggia che scandisce il battito
ed assomiglia al cuore prima di sussultare
nell’alba di tutto ciò che una sola volta nasce
e come onda di oceano si proietta ad espatriare
nel profumo del bucato steso ed addormentato
quando in silenzio sciorina le sue lenzuola al sole
negli sguardi della gente di una gioia immotivata
che all’improvviso giunge senza farsi annunciare
nel pensiero di credere e di non credere
per quello che si pensa possa esistere oltre la cruna dell’orizzonte
nella stanchezza che il divenire sia di ampia intesa
e che non possa sostenere la mancanza di una persona
nel volto di tua madre dipinto negli occhi di tuo padre
nella presenza di chi nell’anima mai tramonta nel perenne albeggiarE
BIANCOLEONE


VETRINA
