Mamma mi si è accorciata l’automobile. di Gianluca Scorla

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Innovazione è la parola d’ordine per far fronte a questi di anni di crisi. Solo con nuove idee la ripresa può accelerare il passo e proprio di acceleratore si parla, dato che Hiriko è una vettura futuristica ma quasi pronta per la commercializzazione.

Di progettazione americana ma costruita in Europa, in Spagna per la precisione, è stata presentata mesi fa a Bruxelles, dopo che il MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston ne ha realizzato il primo progetto.

Se poi l’innovazione si fonde con la filosofia dell’eco sostenibilità, il “gioco” dovrebbe semplificarsi ulteriormente.

Hiriko è ovviamente elettrica e ha la particolarità di accorciarsi per mezzo di un meccanismo che incunea sotto il telaio, la cui forma ricorda un uovo o il corpo di un’ape, il posteriore. La sua misura minima, al momento di doverla parcheggiare, è di solo 1,60 metri, più corta quindi di oltre un metro rispetto alla Smart.

In modalità stradale invece, la sua lunghezza arriva a 2,50 metri potendo ospitare due persone.

Poche sono le indiscrezioni trapelate riguardo alle caratteristiche: si sa che è dotata di quattro ruote motrici tutte direzionali con possibilità di ruotare a 360° per favorire il parcheggio, che il peso è limitato a 730 kg e che il volante è del tipo multifunzione, simile a quelli usati nelle macchine da Formula 1.

A fronte di un ridotto tempo di ricarica – solo 12 minuti – l’autonomia è limitata a 120 km e la velocità massima di 60 km/h appare insufficiente per gli standard attuali extraurbani.

L’idea è sicuramente valida e il prototipo sta già circolando per le strade iberiche, dopo che un pool di aziende si è consorziata nella produzione specializzandosi nella creazione di singoli moduli. La vendita è prevista per il prossimo anno e il prezzo, se non proprio alla portata di tutti i privati, potrebbe esserlo per le società di car-sharing: si parla infatti di una somma orbitante nella sfera di 12.500 euro.

Lo sviluppo della vettura è affidato ad Armando Gaspar, ingegnere che nella metà del decennio scorso ha diretto gli stabilimenti Daimler in Spagna.

Le doti di maneggevolezza, così come dichiarate, la indicano particolarmente appetibile per un uso nei centri urbani più caotici e per gli “assi” mancati nell’arte del parcheggio.

Gianluca Scorla