Qualche giorno fa ho avuto un forte scontro con i miei suoceri in merito ad Emanuele che gioca con il nostro cane Reg.
La discussione si basava sul fatto che “il bambino non deve avvicinarsi al cane perché è un animale, quindi è sporco e gli può attaccare chissà quale malattia”
Io per tutta risposta ho chiesto loro di definirmi il concetto di “animale”
Il mio cane e i miei 4 gatti vivono a casa con noi, fanno parte della nostra famiglia e ho delle foto bellissime con Ciro, il gatto, che dorme nella culla con Emanuele o Reg che gli lecca i piedini e lo fa ridere.
Quando li vedo giocare insieme penso “guarda i miei cuccioli!” e non certo “che schifo!”
Oltretutto sono tutti vaccinati, puliti, sverminati, spulciati proprio perché sono a contatto con noi tutto il giorno.
Io sono cresciuta nella fattoria di mia nonna, tra galline, papere, capre, tacchini, gatti e cani e devo dire che mia nonna non era esattamente fan delle vaccinazioni e degli antipulci eppure nonostante toccassi qualunque animale e razzolassi in terra come un maialino sono risultata negativa perfino al test della toxoplasmosi!
Un’altra cosa che mi ha molto colpito sono le parole di una mia carissima amica che aspetta una bimba e che ha una cagnetta che vive in casa con loro; mi ha confessato che molte persone le hanno chiesto “e adesso che nasce la bambina che te ne fai del cane?” e alla risposta “ rimane a casa con noi come ha sempre fatto perché fa parte della nostra famiglia” le amiche l’hanno guardata inorridita come se fosse una madre snaturata!
E’ a questo che serve “un animale”? A sopperire i nostri desideri di occuparci di qualcuno fino a che non arriva un figlio o un nipotino, poi il cane viene messo alla porta perché ormai è solo d’impiccio?
Un gruppo di ricercatori dell’Henry Ford Hospital di Detroit (Stati Uniti) ha condotto una ricerca su un campione di 565 neonati e li ha seguiti fino al compimento del diciottesimo anno di età, rimanendo in costante contatto con le famiglie e ricevendo periodici campioni di sangue che sono stati analizzati per misurare gli anticorpi agli allergeni responsabili delle crisi allergiche.
La ricerca ha evidenziato che il primo anno di vita è quello più a rischio per contrarre allergie nei bambini, ma con grande stupore si è scoperto anche che i bambini nati e cresciuti con un animale domestico in casa hanno metà del rischio di divenire ipersensibili agli animali rispetto ai coetanei che non avevano mai vissuto con un cucciolo in casa!
Quello che mi sento di dire come mamma alle altre mamme è di smetterla di sterilizzare tutto quello che tocca il bambino come se questo figlio dovesse vivere per sempre in una camera iperbarica, rilassatevi, godetevi il vostro bambino e i vostri animali.
Quando vedo Emanuele che gioca con Reg e che ride fino alle lacrime vi posso assicurare che non mi sono mai sentita più felice di così!
Cristina Conti



VETRINA

finalmente una che la pensa come me. tenere i bimbi sotto una campana di vetro è più deleterio. quando svilupperanno gli anticorpi?io sono cresciuta sempre con dei cani. ho imparato a camminare attaccata al pelo di uno spinone. guai a chi mi tocca il mio cucciolo anche ora che di anni ne ho 62 e non c’è nulla di più gratificante delle sue leccatine.
perfettamente d’accordo con entrambe!!E, per fortuna, tantissime altre persone la pensano come noi.
Bellissimo articolo, non riesco a concepire bambini che hanno paura di un cane o di un gatto. Ma chi ragiona dicendo che gli animali sono “sporchi” non li conosce per cui dovrebbe evitare certi commenti. Ancora complimenti sia per la stesura sia per il modo di crescere tutti i “componenti” della famiglia.